
C’era una volta una gattina molto dolce, era nata
in una casa piena d’amore ed era circondata da attenzioni ed affetto
non dai primi giorni di vita…ma ancora prima !!
Era stata desiderata, agognata, ed amata.
Adorava stare assieme alla sua mamma , alla sua sorellina ed ai suoi fratellini,
giocare con loro e combinare tutte quelle piccole marachelle tipiche della
sua età. La sua voce era squillante ed allegra in ogni momento, sia
che chiamasse per avere la pappa sia che miagolasse per essere accarezzata….accarezzata
non con una mano sola…ma con due !! Perché lei voleva sentirsi
amata il doppio, nonostante fosse già amatissima!
La piccolina cresceva ed era sempre più carina ed affettuosa, adorava
strofinarsi e fare tante fusa ! Cresceva e cresceva e venne il giorno in cui
dovette lasciare la sua adorata mamma felina e la sua adorante mamma umana
per andare nella sua nuova casetta, dove i suoi nuovi genitori umani e i suoi
nuovi amici felini l’attendevano da molto, molto tempo.
Il distacco per lei non fu traumatico…innanzitutto la sua dolce mamma
Phalbalà, con la sua innata dolcezza e la sua intelligenza , aveva
occupato per un buona mezz’ora il trasportino imbottito che i nuovi
genitori avevano approntato per il viaggio e lasciato aperto, perciò
la piccola gattina poteva inspirare l’odore per lei fantastico della
sua mamma e sentirsi tranquilla.
Il viaggio fu breve e ben presto la piccola Guenhwyvar fu nella sua nuova
casa. Molti odori nuovi arrivarono al suo nasino…e molti gatti si avvicinarono
a lei…alcuni la temevano…e lei si domandò subito perché
ad esempio quel grosso gattone che tanto somigliava a Zio Matisse avesse così
tanta paura di lei, era anche vero, pensò, che quando lei si muoveva
rapida anche il grosso zio Matisse la temeva! E con quel milione timido fece
amicizia subito…avvicinandosi a lui tutta gobba ma piano proprio esattamente
come piaceva a Zio Matisse. Poi fu la volta di fare amicizia con un’elegante
gatta dall’aria perennemente contrariata, che alla fine acconsentì
non solo a darle il benvenuto, ma anche a darle qualche leccatina ogni tanto
e a lasciarla addormentare accoccolata accanto a lei, appoggiata sul suo lungo
pelo. C’era anche una stranissima gattona enorme di un colore stranissimo,
timida ma curiosa e con lei l’amicizia fu lenta a scoppiare perché
la grossa gattona che gli umani chiamavano Luna la evitava se poteva, soprattutto
se lei saltava e correva veloce ! Invece c’era una birmanina poco più
vecchia di lei con la quale fu amicizia a prima vista !! Si piacquero immediatamente,
e l’una lesse negli occhi dell’altra promesse di eterne scorribande
e di giochi infiniti. Sembravano due sorelle e si vollero subito un gran bene.
Guenwyvar la amò perché le sembrava di avere ritrovato la sua
sorellina, e ad Isabeau non parve vero di avere trovato un’amica così
simile a lei e con tanta voglia di giocare e coccolarsi !!
Ma la piccola Guenhwyvar rimase sconvolta quando vide un essere che mai aveva
visto prima , nemmeno nel grosso acquario che aveva nella sua vecchia casa,
e nemmeno in quello della nuova casa ….sembrava essere un gatto, all’apparenza
ma era chiaramente troppo strano per esserlo realmente : innanzitutto aveva
troppo poco pelo, poi il colore degli occhi era troppo inverosimile, e poi
era troppo grosso davvero, con delle zampe lunghe lunghe come un ragno e la
testa cuneiforme…non poteva essere un gattino come lei o come la sua
mamma o come la sua amichetta Isabeau !!
Guenhwyvar se ne tenne subito alla larga il più possibile. Il “mostro”
aveva un appetito appunto mostruoso ( più di lei e già questo
era di per se incredibile) ed era certa che l’avrebbe potuta mangiare
in un sol boccone!
Gli umani la adoravano e vezzeggiavano e coccolavano, ma la cosa più
incredibile era che coccolavano anche quello strano animale!! I giorni passavano
e STRANAMENTE la Bestia grigia non l’aveva mai attaccata…però
ogni tanto, soprattutto se lei dormiva la annusava..e una volta le aveva dato
una leccatina….evidentemente per assaggiarla !! Mamma mia l’avrebbe
mangiata prima o poi!! La sua amica Isabeau non temeva la strana Bestia ,
anzi se poteva ci andava a dormire vicino perché lui era grande e caldo
eppoi non la sgridava mai.
Ma lei non si fidava…era sospettosa nei confronti della Bestia enorme.
Perfino nei movimenti era differente dagli altri…
I giorni passavano….e lei non riusciva a capire come mai tutti gli altri
mici invece andassero d’accordo con la Bestia grigia e non la temessero.
Una sera la nuova mamma umana servì un manicaretto : polpa di pollo
arrosto. Mi se giù per prima una ciotola doppia e Spike, la Bestia
si fiondò come sempre all’arrembaggio…e lei si slanciò
verso la ciotola vincendo il timore….attirata dall’aroma del pollo,
ma Lestat il grosso gatto che somigliava a zio Maty fu più veloce…Guenhwyvar
si girò alla ricerca di un’altra ciotola di pollo fragrante ma
le altre tre ciotole che ne frattempo erano state messe giù erano state
occupate da Isabeau, Tinèbra e Luna, per 20 lunghi secondi lei credette
di essere rimasta senza la sua parte i pollo e si sentì tristissima,
si voltò verso la nuova mamma unama ma quella non la guardava nemmeno
stava trafficando con qualcosa e con delle altre ciotole e non si era neanche
girata…pensò che sarebbe morta di fame !! Era rimasta sgomenta
ed accanto alla Bestia oltretutto !! La Bestia la vide e si spostò
lasciandole la sua porzione di pollo …lei si avvicinò e assaporò
quei candidi e gustosi pezzetti, ed erano ancora più buoni se pensava
che il mostro che tanto temeva glieli aveva lasciati ed ora nonostante fosse
anche lui un golosone la guardava divorarli con un’espressione dolcissima
sul suo strano muso scuro. Poi una nuova ciotola venne messa a terra e finalmente
ce n’era per tutti!!
Da quel giorno Guenhwyvar capì che la “bestia” altro non
era che un micio dolcissimo!! Diventarono amici e spesso dormono insieme ancora
oggi!!
Guenhwyvar capì che esistono molti tipi di gatti e che l’aspetto
esteriore conta poco se si ascolta la voce del cuore.